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Testo di  Fiorenzo Panico
Fotografie di  Fiorenzo Panico
Data Pubblicazione  09/09/2007

09 Giugno 2007

Nonostante la pesca nelle ore notturne sia definita da alcuni pescatori la più redditizia e la più proficua, talvolta, in pieno giorno, si effettuano catture che possono regalare emozioni. E' il caso di una bella orata che ho pescato nel primo pomeriggio, quando il sole è al culmine della sua luminosità.

La località nella quale si è svolta la battuta di pesca è la straordinaria Tossa de Mar, un gioiello della Costa Brava. Questa città offre una meravigliosa scogliera adiacente alla spiaggia. Si possono trovare varie specie di pesci che vanno dalle mormore ai saraghi, per finire con le orate.


Tossa de Mar

In una soleggiata giornata di agosto decido di andare a pesca anche se non avevo programmato di andarci. Il cielo si presentava sereno e il mare leggermente mosso. Decido di usare una montatura all'inglese che, come tutti sappiamo, consente di pescare a profondità maggiori della lunghezza della canna.

Lo schema da seguire sarà il seguente con variabili a discrezione del pescatore: uno stopper o un filo di lana sulla lenza madre di diametro 0.16 della Falcon, un galleggiante scorrevole, una perlina, un pallino spaccato come fermo di battuta, una torpilla (proporzionata al galleggiante) scorrevole tra il pallino precedente e un altro pallino spaccato posto al seguito di quest'ultima, altri pallini che completino la taratura e la girella. Il finale della Trabucco che potrà variare da 1 metro a 1 metro e mezzo del diametro 0.14 e l'amo numero 14 della Gamakatzu.

La novità è costituita dall'esca. Quest'ultima porta il nome di patella. In principio pescavo con pezzetti di coreano, ma poi, sedendomi sugli scogli, la mia attenzione è caduta su qualcosa che si intravedeva con l'andare e il venire delle onde.

Allora mi sono chiesto: - Perché non innescarla? - Le patelle sono frutti di mare caratterizzati da una conchiglia priva di avvolgimento a spirale e dotata di un'ampia apertura ventrale. Durante il giorno si muovono nell'ambiente alla ricerca di cibo, mentre di notte aderiscono a materiali rocciosi o legnosi. Si nutrono di vegetazione marina, soprattutto di alghe. Dall'uomo le patelle vengono usate sia come cibo, sia come esche per pesci.


Patella

Le orate sono solite cercare cibo sul fondo sia sulla sabbia che tra gli scogli e siccome le patelle vivono su quest' ultimi e i pesci spesso amano gustare bocconi invitanti, innescheremo la nostra esca già sgusciata aspettando con ansia che il pesce abbocchi. La patella è molto delicata e quindi bisogna prestare attenzione al momento dell' innesco.

Quando meno me l' spettavo, ecco che il pennacchio rosso del galleggiante scompare totalmente. Dopo aver ferrato con decisione, mi accorgo che il pesce comincia ad opporre resistenza e dopo alcuni minuti tra felicità e paura di perderlo, finalmente scorgo la sagoma Patella argentata dello sparide. E' una bella orata di un chilo.


Orata di un chilo

Dopo aver effettuato questa soddisfacente cattura, la curiosità mi spinge ad innescare nuovamente un'altra patella e dopo poco un sarago non riesce a resistere all'innesco invitante e abbocca. Dopo di lui abbocca un altro sarago e infine, per chiudere in bellezza, mentre ero in fase di recupero, riesco a beccare un'occhiata a mezz'acqua. Posso quindi portare a casa un bel carniere di pesci con la gioia che la mia nuova esca ha dato i suoi frutti.

Probabilmente una serie di fattori positivi hanno contribuito alle varie catture. In primis un boccone invitante reso ancor più attraente dalla forte luce del sole e in secundis un colpo di fortuna o, per meglio definirlo, il buon senso di pescatore che mi ha permesso di individuare il luogo giusto dove insidiare i miei pesci.

Per concludere bisogna avere sempre fiducia nei propri istinti, ma soprattutto bisogna avere molta pazienza, dote che contraddistingue un buon pescatore.
 

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