Sono nato in Sicilia nel 1939, papà di Sciacca, mamma di
Ribera, provincia di Girgenti.
Dal nonno paterno ho imparato la poesia del mare; dal nonno materno il romanzo
della natura. I grandi nonni, entrambi reduci di guerra, mi fecero anche da
padre perché quest'ultimo prigioniero in Africa, tornò dopo sette anni.
Ricordo come se fosse oggi che al suo ritorno era seguito da
una ricca folla di persone, parenti, amici, conoscenti e altri contenti e
commossi. E' così la nostra gente.
Quando frequentavo le superiori di Agraria, non c'era giorno
in cui non andassi alla marina a toccare e a parlare col mare; a sognare quella
nave dagli ottoni lucenti, ancorata al largo sul mare di oriente; e tendere
l'orecchio per sentire il canto della sciaena, quella che marinai in mezzo al
mare incanta. Canto che sento tutt'ora e che ancora mi incanta.
Imparai poi l'arte del restauro mobili e opere d'arte in
bottega dal maestro del barocco siciliano Giuseppe Accardi. Arte che ancora oggi
porto nelle mani.
Anche la passione per lo scrivere mi seguiva di pari passo
con il sentimento per la pesca. Pescando, vivendo, apprendevo da questo e da
quel pescatore, varie tecniche, segreti e mille altre cose, fino a che le
passioni divennero amore.
La vita poi mi portò a Milano dove aprii bottega esercitando
il mio mestiere; vivendo in armonia con moglie e figli.
Alessandro Magrini fu il mio primo editore; per lui scrissi su "Pescare mare" e
"Pescare" ottenendo buoni successi.
Fra tutte le persone che ho conosciuto, un po' lavorando, un
po' scrivendo, un po' pescando, un posto importante lo trova il prof. Severino
Viola. Da lui appresi l'amore per la natura: mentre dal prof. Galli, grande
micologo, imparai a conoscere i funghi.
Non bastano poche righe per conoscere la vita di un uomo, e
non tutte le rose ch'egli conserva in petto fioriscono.
Molte altre cose voglio conservarle, sono solo mie.
Oggi però, mi sento di affermare che la sera quando vado a
letto, riesco a dormire.
Tante cose dal sapore amaro inseguono l'uomo, ma le abbiamo superate. Senza
perdere la mia gioia di vivere mi inserivo in uno stato di magnificenza che era
la mia roccaforte.
Per conoscere il mio animo e molte atre cose di me potrete
scoprirle nei miei racconti.
Scrissi un romanzo dal titolo "Rosabruna" che ritengo
qualcosa di cui sono geloso.
Un libro di racconti per ragazzi "L'ammutinamento dei
conigli di Scanzano", adottato da dieci scuole medie come libro di lettura.
Un libro di racconti di pesca dal titolo "Ponente Maestro"; un grande
racconto dal titolo "L'ultimo Storione". Un premio nazionale di
letteratura con "Pescare Lontano".
A punta di Leuca c'è ancora quel pescatore seduto sullo
scoglio d'oriente. Guarda laggiù, mi diceva, c'è un tonno a caccia. Io non
vedevo nulla, e nulla avrei visto se non mi avesse fatto dono del suo vedere; se
non mi avesse fatto vedere coi suoi occhi. Quando anch'io ne fui padrone con
questa nuova vista, vedevo spigole, palamiti, ricciole ed altri pesci.

Ignazio Abbruzzo di Ribera
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