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Testo di  Andrea Battisti
Fotografie di  Andrea Battisti
Data Pubblicazione  25/03/2006

Continua con questo articolo una serie dedicata alla realizzazione di esche artificiali, in particolare minnow, in maniera artigianale con tecniche del tipo fai da te, che chiunque potrà seguire agevolato da una precisa descrizione delle procedure supportate da immagini e fotografie delle varie fasi di lavorazione.

In questa sezione saranno riportati i passaggi in sequenza, correlati da fotografie per la realizzazione di minnow artigianali, semplici, popper, snodati, etc.
Premetto col dire che sono un pescatore che durante l’inverno si diletta nella realizzazione di tali esche, per cui sicuramente ci sarà qualcuno con più esperienza di me. Qualora stesse leggendo, potrebbe trovare l’articolo monotono o semplice, esso infatti è rivolto a coloro che vogliono iniziare o per chi necessita di qualche consiglio o astuzia.

Naturalmente scambio volentieri opinioni, consigli, confronti e correzioni con chiunque voglia darne, per aiutarsi ma soprattutto per arricchire il proprio bagaglio di esperienze.
Come i consigli anche le critiche sono accettate di buon grado.

Questo tipo di piccolissimo minnow galleggiante lo useremo in piccole acque, quali: riali di montagna, risorgive, piccoli torrentelli e ovunque sia interessante l’uso di un’attrezzatura ultra-leggera. I colori saranno più naturali possibili e molto uniformi per le ridotte dimensioni dell’esca. Le prede potranno essere trote, cavedani, piccoli reali e altri predatori frequentanti i piccoli corsi infrascati.
Il minnow sarà galleggiante e co capacità di sondare lo strato subito sotto il pelo dell’acqua fino ad una spanna sotto, ideale per ambienti non profondi e nei quali i pesci sono molto sospettosi e selettivi.

1°FASE: LA SAGOMA


Fig. 1

Si parte da un pezzo di legno, anche morbido vista la non eccessiva misura delle nostre prede. Lo si intaglia con un coltellino o un taglierino fino ad ottenerne una bozza desiderata (fig.2).L’utilizzo di un campione originale può essere utile ai fini pratici di misura e forma.


Fig. 2

Successivamente con della carta vetro levigheremo il corpo dell’artificiale (fig.3), ritoccando così particolari non possibili con il coltellino (o estremamente delicati) quali ad esempio il ventre convesso.


Fig. 3

Nota Bene

  • E’ utile tenere un campione davanti di un minnow originale, da usare come modello almeno le prime volte.

  • Quando si incide il legno nel verso delle venature può capitare che si spezzino dei pezzi irregolari e non voluti. Se si è all’inizio non crea problemi(come in fig.4), altrimenti il nostro minnow sarà da buttare.


Fig. 4

2° FASE: L’ANIMA


Fig. 5

Con un seghetto da legno tagliamo il minnow in sezione, partendo dal ventre e fermandoci sull’ipotetico asse che va dalla testa alla coda dell’artificiale.
A questo punto dobbiamo già sapere se il nostro artificiale avrà una paletta normale, quindi quasi perpendicolare rispetto all’asse del corpo, oppure da profondità(come nel nostro caso), in cui essa sarà inclinata a piacere e più grossa. Per le condizioni sopra citate una paletta da deep(profondità) farà entrare subito in azione il minnow sotto il pelo dell’acqua, spingendosi anche verso il fondo di bassi correntizi. Interessando così sia i predatori a galla che quelli attaccati al basso fondale o nascosti tra la vegetazione laterale di un piccolo canale irriguo. Applicheremo così un ulteriore taglio frontale al minnow inclinato a piacere(fig.6).


Fig. 6

L’anima(fig.5) verrà ricavata da dell’acciaio armonico e le dimensioni dovranno essere prese direttamente sull’artificiale per non sbagliarsi. Modelliamo così l’acciaio che avrà un occhiello in testa e uno in coda. Il metallo verrà piegato con delle pinze ( consiglio quelle con becco a punta). Visto l’artificiale che vogliamo realizzare (ovvero con l’occhiello di testa collocato nel mezzo della paletta), l’anima risulterà un po’ più lunga del corpo in legno, mentre l’occhiello sarà rivolto in alto, (come si vede in fig.7).

Fisseremo l’acciaio al minnow prima incastrandolo, poi stuccando lungo la fessura fino al taglio che utilizzeremo poi per la paletta.

Nota Bene

  • L’acciaio armonico è resistente ma se lo piegate 4 - 5 volte a destra e a sinistra si spezza, quindi se l’avete già stortato più volte con le pinze cambiate il pezzo di metallo.

  • Al posto dell’acciaio armonico possiamo usare anche acciaio inox, più resistente(anche se nel nostro caso credo che sia inutile).

  • La forma, per gli occhielli, possiamo anche dargliela facendo girare l’acciaio attorno a dei chiodi piantati su di un legno.

3° FASE: LA PALETTA


Fig. 7

La paletta verrà ricavata da della plastica, possiamo prenderla da: scatole di cioccolatini, bottiglie, involucri di parti elettroniche o simili (tipo cover o porte u.s.b., per esse usano plastica più rigida per proteggere il delicato prodotto, e nello stesso tempo elastica quanto basta). Qui abbiamo usato una plastica abbastanza spessa ma non rigida, in modo che urtando contro il fondo non si spezzi, ma che nello stesso tempo non si pieghi durante il nuoto(per via dell’eccessiva lunghezza).
Modelleremo la plastica con un paio di forbici o con un taglierino, ripassando i lati con la carta a vetro per rendere il tutto più tondeggiante e per modificare ulteriori imprecisioni. Per le dimensioni potete far riferimento ad un minnow originale, è comunque meglio abbondare per sicurezza, così da poterla ritoccare accorciandola casomai non funzionasse.

Ora visto che dobbiamo far attraversare la plastica da parte dell’anima prenderemo le misure, su dove è opportuno formare il taglio, con un pennarello o altro (figura sottostante “7a” ).


Fig. 7a

Così andremo a tagliarle la paletta fino al segno da noi fatto come qui sotto riportato (fig. “7b”).


Fig. 7b

La paletta verrà fissata dapprima con dell’attack, così trovata la posizione a noi più consona (in questo momento bisogna guardare molto la simmetria con il grezzo di legno) lo stucco unirà il tutto al legno.
Così chiuderete tutte le fessure rimaste sempre con il medesimo materiale facendo attenzione a non ostruire gli occhielli, attenzione soprattutto dove escono le parti dell’anima che sono più fragili. A questo punto basta levigare con della carta a vetro lo stucco eccessivo sulla superficie del minnow. Abbiamo così ottenuto l’esca grezza(fig.8).


Fig. 8

Nota Bene

  • Cercate di rendere la palette più simmetrica possibile con il corpo dell’artificiale, conseguenza l’artificiale tenderà da un lato(sarà comunque possibile correggerlo in seguito).

4° FASE: COLORAZIONE E RIFINITURE


Fig. 9

Per la colorazione si possono usare tempere acriliche (fig.9) oppure di gran lunga più serio si utilizza l’aerografo.
Terminata la colorazione daremo uno strato di vernice impermeabile (es: flatting) sul minnow, così che rimanga più lucido, ma soprattutto così che il legno non marci e i colori non inquinino.
Terminato il tempo in cui asciuga la vernice (10-16 ore il flatting), metteremo l’ anellino all’ occhiello di coda, in cui verrà successivamente attaccat l’ ancoretta (ovviamente dimensionata al minnow). Con dei pennarelli fini indelebili possiamo apportare qualche modifica all’aspetto, colorando gli occhi e quant’altro. Non dimenticate la vostra firma.
Ecco finito il nostro artificiale pronto per essere provato (fig.10). In bocca al lupo!


Fig. 10

5° FASE: OSSERVAZIONI E COLLAUDO

  • Se osserviamo che non vibra come vorremmo, proviamo a piegare la paletta verso il basso poco per volta(naturalmente se viene usata una plastica rigida non si riuscirà, e bisognerà piegarla dopo averla resa morbida con una fiamma).Così facendo si perderà in parte la proprietà deep della paletta, ma viste le dimensioni dell’artificiale questo non sarà rilevante.

  • Se il minnow “vibra”, ma tende da un lato allora dovrete stortare l’occhiello anteriore un po’ dalla parte opposta. Attenzione a non stortarlo troppe volte di qui e di là altrimenti si spacca e siete fregati.

  • In questo minnow sono state adottate entrambe le osservazioni, lavorare con artificiali piccoli e fatti da noi non risulta sempre facile. Dopo le rispettive modifiche il piccolo pesce esca si muove sotto il pelo dell’acqua fino ad un max di 20cm. Con buone vibrazioni.

PROVARE PER CREDERE

… funziona! Gli ultimi risultati ottenuti con questo artificiale, in entrambi i casi un bel cavedano:


 



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