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I Galleggianti: Tipi, Forme, Impiego, Taratura
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Testo di  Michele Foglia
Fotografie di  Michele Foglia
Data Pubblicazione 
 • Il Galleggiante
 • Funzioni del Galleggiante
 • Tipi di Galleggiante
 • Struttura del Galleggiante Fisso
 • Forme Standard del Galleggiante Fisso
    [Struttura - Impiego - Taratura]
 • A Goccia Rovesciata
 • A Goccia
 • Il Fuso o Penna
 • La Sfera
 • I Galleggianti Scorrevoli
 • I Galleggianti all' Inglese
 • I Galleggianti Luminosi
 • I Galleggianti Piombati
 • Galleggiante Piombato da solo
 • Galleggiante Piombato Affondante
 • Doppio Galleggiante
IL  GALLEGGIANTE

Il galleggiante è parte fondamentale dell'attrezzatura di pesca da terra e pertanto prendiamolo in considerazione analizzandone nel dettaglio le diverse caratteristiche, i tipi fondamentali, le varie forme, i materiali di costruzione, il loro impiego ottimale.
Per i pescatori sportivi che preferiscono la pesca con la canna bolognese o comunque ad azione di punta, l'utilizzo del galleggiante per molte specie e tecniche risulta essere un accessorio indispensabile.
Il tipo e la forma del galleggiante da impiegare vanno scelti in base al pesce che si vuole insidiare, alla tecnica di pesca da adottare e alle condizioni del mare.
In generale sceglieremo le forme di galleggiante più compatte (sfera e goccia rovesciata) in presenza di moto ondoso di media intensità o molto sostenuto, mentre sceglieremo le forme più allungate e affusolate nella parte superiore (fuso e goccia) nel caso di mare calmo.
La taratura del galleggiante sarà sempre funzione delle condizioni del mare, infatti la diminuiremo in modo proporzionale al moto ondoso, mentre dovrà essere perfetta in caso di mare piatto.
Importante è anche il bloccaggio della lenza alla deriva del galleggiante per migliorarne la stabilità in acqua ed evitare ingarbugliamenti durante il lancio.
Infine sceglieremo l'astina colorata in base alle condizioni di luce.


FUNZIONI  DEL  GALLEGGIANTE

  • Lo scopo principale è quello di segnalare l'abboccata del pesce mediante un affondamento repentino o lento, con sussulti oppure spiombando cioè sollevandosi leggermente.

  • Altra funzione importante è quella di sostenere l'esca alla profondità desiderata, alla quale vogliamo insidiare il pesce.

  • Infine scegliendo opportunamente la grammatura e la forma del galleggiante, sarà possibile appesantire la lenza con la quantità di piombo che riteniamo necessaria a contrastare l'azione della corrente.


TIPI  DI  GALLEGGIANTI

Per la pesca da terra esistono 5 tipi di galleggianti il cui utilizzo dipende dal tipo di pesce che si vuole insidiare e dalla tecnica di pesca che si vuole adottare.


STRUTTURA  DEL  GALLEGGIANTE  FISSO

  • Corpo : è la parte del galleggiante che ne determina la galleggiabilità in acqua e pertanto ne definisce la grammatura che è in grado di sostenere.
    E' realizzato in legno di balsa di ottima qualità, in polistirolo compresso, in sughero oppure in plastica. Sicuramente sono da preferire i primi due materiali.
    Diciamo subito che mentre nel caso del polistirolo compresso, essendo un materiale non naturale, se ne riesce a controllare in modo più preciso la densità specifica, realizzando pertanto galleggianti che rispettano praticamente al 100% la grammatura indicata dal produttore e a parità di grammatura hanno lo stesso volume;
    nel caso del legno di balsa, è necessario che questo sia di primissima qualità, altrimenti la presenza di zone di materiale più denso alternate a zone di materiale meno denso, ne renderanno meno precisa la grammatura e a parità di grammatura presenteranno volumi leggermente differenti.

  • Deriva : rappresenta il prolungamento inferiore del galleggiante, necessario a fissare lo stesso al filo della lenza, mediante due o tre tubicini di gomma o di silicone detti generalmente "scobidoo"; utilizzeremo 3 scobidoo in caso di deriva molto lunga, col duplice scopo di posizionare in maniera stabile il galleggiante in acqua nonché per ridurre la probabilità di ingarbugliamento.
    I materiali utilizzati per realizzare la Deriva sono essenzialmente tre:

  • Deriva in Metallo : è la più diffusa, sottile e robusta, permette al galleggiante di assestarsi molto velocemente appena in acqua, risultando pertanto preferibile in una competizione oppure in presenza di condizioni meteo marine sfavorevoli.

  • Deriva in Carbonio : anch'essa robusta, risulta essere la più sottile e leggera, e a differenza di quella in metallo, una volta in acqua fa si che il galleggiante si assesti lentamente.
    Per quest'ultima caratteristica, se abbiamo realizzato una piombatura mediante pallini o styls distribuiti lungo la lenza, ci permetterà di notare l'abboccata del pesce anche in calata.

  • Deriva in Tonchino : questo tipo di deriva è ormai difficile da trovare, ma risulta essere sicuramente la più indicata per la pesca in calata, perché farà assestare molto lentamente il galleggiante data la sua leggerezza.

  • Antenna di Segnalazione : rappresenta il prolungamento superiore del galleggiante, necessaria a segnalare l'abboccata del pesce, essendo la parte del galleggiante che fuoriesce dall'acqua.
    Per essere facilmente visibile viene colorata con colori fluorescenti: giallo, rosso, arancio ed anche in nero.
    In alcuni tipi di galleggianti, in particolare in quelli di grammatura medio alta, tale asticella è intercambiabile in modo tale da poterne scegliere il colore in base al colore delle acque e alla posizione del sole, ovvero in base alle condizioni di luce o come tono di contrasto con lo sfondo.
    I materiali più utilizzati per realizzarla sono i seguenti:

  • Plastica : è sicuramente la più diffusa potendosi facilmente realizzare con diametro, lunghezza e colore differenti, nonché per la sua robustezza e leggerezza.

  • Carbonio :  è molto più sensibile di quella in plastica, ed essendo affondante, una volta tarato il galleggiante, affonda al minimo tocco del pesce e ciò risulterà negativo in presenza di mare non calmo.

  • Tonchino : più leggera della plastica, è indicata per la pesca in calata.

  • Anellino Scorri-Filo : è un piccolissimo anellino metallico inserito sul corpo del galleggiante, nella parte alta, all'interno del quale faremo passare il filo.
    E' importante che tale anellino sia posizionato il più in alto possibile per evitare che al momento della ferrata, il galleggiante possa fuoriuscire dall'acqua, rischiando l'ingarbugliamento della lenza.


LE  QUATTRO  FORME  STANDARD  DEL  GALLEGGIANTE  FISSO

Se entriamo in un qualsiasi negozio di pesca sportiva, troviamo galleggianti dalle forme più strane e particolari, che potrebbero confonderci le idee circa la scelta della forma più indicata per il tipo di pesca che vogliamo effettuare.
In pratica trattasi di molteplici variazioni che le singole aziende produttrici di galleggianti, hanno apportato alle 4 forme standard, per far fronte alle situazioni di pesca più particolari segnalate quasi sempre dai garisti.
Se capiamo per bene le caratteristiche tecniche e di impiego di queste quattro forme standard, in seguito saremo facilmente in grado di apprezzare le caratteristiche specifiche di tutte le altre varianti che il mercato ci offre, e quindi saremo capaci di orientarci nell'acquisto, con la sicurezza che una volta in mare soddisfino in pieno le nostre esigenza di pesca.

GALLEGGIANTE  A  GOCCIA  ROVESCIATA

Questo galleggiante in acqua si comporta in maniera simile al galleggiante a sfera.
In particolare la parte superiore tondeggiante gli conferisce una buona galleggiabilità anche in presenza di moto ondoso di media intensità e frequenza, mentre la parte inferiore affusolata gli conferisce una buona penetrabilità nell'acqua in caso di abboccata da parte del pesce.
Questo tipo di galleggiante ha una deriva piuttosto lunga che gli conferisce una buona stabilità in acqua altrimenti precaria in assenza di tale accorgimento.

IMPIEGO :
L'impiego ottimale del galleggiante a goccia rovesciata è in quelle situazioni di pesca in cui si richiede una buona tenuta al moto ondoso, una buona portata e allo stesso tempo una discreta sensibilità alle abboccate del pesce.
Ad esempio lo si utilizza nella pesca ai saraghi, occhiate e spigole con mare in scaduta oppure con moto ondoso di media intensità.

LA  TARATURA :
La corretta taratura del galleggiante a goccia rovesciata richiede che fuoriesca dall'acqua la sola antennina di segnalazione ed una piccola porzione del corpo, in caso di mare calmo;
nel caso di moto ondoso di media intensità (onda piccola) si preferirà aumentare la porzione del corpo che fuoriesce dall'acqua, realizzando una taratura che veda il corpo del galleggiante sommerso per l' 80% circa;
infine nel caso di forte moto ondoso, si realizzerà una taratura che veda il corpo del galleggiante sommerso per il 60% circa.

GALLEGGIANTE  A  GOCCIA

In pratica possiamo vedere questo galleggiante come ottenuto rovesciando il precedente.
Questo tipo di galleggiante è noto anche col nome di galleggiante da trattenuta perché è molto utilizzato per la pesca in acque dolci in presenza di corrente.
Infatti la maggior parte dei pescatori sportivi di mare non lo utilizza, mentre i garisti lo utilizzano seppure in maniera limitata.
La sua forma caratterizzata dalla parte superiore affusolata e da quella inferiore tondeggiante gli conferiscono la caratteristica di ottima tenuta alla corrente e ottima penetrabilità in acqua in caso di abboccata.

IMPIEGO :
L'impiego ottimale del galleggiante a goccia è nella pesca in condizioni di mare calmo ed in presenza di corrente sostenuta, cosa che risulta molto frequente all'interno dei porti.

LA  TARATURA :
La corretta taratura del galleggiante a goccia richiede che fuoriesca dall'acqua la sola antennina di segnalazione in caso di mare piatto;
nel caso di moto ondoso di media intensità (onda piccola) si preferirà realizzare una taratura che veda il corpo del galleggiante sommerso per l' 80% circa;
infine nel caso di forte moto ondoso, si eviterà l'utilizzo di questo tipo di galleggiante.

IL  FUSO  O  LA  PENNA

foto galleggiante  +  foto taratura

Questo tipo di galleggiante deriva da quello a goccia, allungandone la parte inferiore.
Il galleggiante fusiforme per eccellenza è la penna d'istrice, ottimo galleggiante con l'unico grande difetto che ogni penna d'istrice ha una portata differente che rende impossibile una standardizzazione nella realizzazione delle lenze.
Per questo motivo è stata soppiantata dai galleggianti fusiformi realizzati in balsa o in polistirolo compresso.

IMPIEGO :
La sua forma fusiforme (da cui il nome) lo rendono il galleggiante ottimale da utilizzare esclusivamente in condizioni di mare piatto e in presenza di pesci diffidenti, per il grande pregio di segnalare le abboccate in modo perfetto.
Infatti la sua forma snella gli consente di penetrare in acqua con estrema facilità ed anche i pesci non trovano difficoltà nel farlo affondare dopo aver ingoiato l'esca.

LA  TARATURA :
La corretta taratura del galleggiante fusiforme richiede che fuoriesca dall'acqua la sola antennina di segnalazione in caso di mare piatto o con onda lunga;
in caso di moto ondoso di media o forte intensità, si eviterà di utilizzarlo.

GALLEGGIANTE  A  SFERA

foto galleggiante  +  foto taratura

Il galleggiante a sfera è sicuramente quello più indicato per la pesca in condizioni di moto ondoso anche di notevole intensità, grazie alla sua capacità di seguire il movimento dell'onda.

IMPIEGO :
Il galleggiante a sfera viene utilizzato nella pesca al colpo di quasi tutti i tipi di pesci, in particolare quando il moto ondoso è piuttosto sostenuto e irregolare.
Opportunamente tarato, comunque, lo si può tranquillamente utilizzare anche in condizioni di mare piatto ad esempio nella pesca dei cefali a qualsiasi profondità.
In commercio ne esistono diverse varianti in cui ad esempio si allunga leggermente la parte inferiore oppure quella superiore, per migliorarne la visibilità o aumentarne la sensibilità nel caso li si utilizza in condizioni di mare calmo.

LA  TARATURA :
La corretta taratura del galleggiante a sfera richiede che fuoriesca dall'acqua la sola antennina di segnalazione e che il corpo sia sommerso per l'80% circa, in caso di mare calmo;
nel caso di moto ondoso di media intensità (onda piccola) si preferirà aumentare la porzione del corpo che fuoriesce dall'acqua, realizzando una taratura che veda il corpo del galleggiante sommerso per l' 60% circa;
infine nel caso di forte moto ondoso, si realizzerà una taratura che veda il corpo del galleggiante sommerso per il 50% circa.

Nel caso di moto ondoso di media e forte intensità, pur non avendo tarato completamente il galleggiante, l'azione di pesca non ne risulterà penalizzata perché in queste condizioni i pesci abboccano con meno diffidenza, per cui la segnalazione da parte del galleggiante sarà comunque netta.


I  GALLEGGIANTI  SCORREVOLI

Foto

Questi galleggianti vengono utilizzati quando la profondità dell'acqua a cui vogliamo pescare supera la lunghezza della canna.
Le forme di questi galleggianti sono generalmente le stesse che troviamo per i galleggianti fissi, con la sola differenza di presentare due anellini scorri - filo, uno sul corpo del galleggiante e l'altro all'estremità inferiore della deriva.
Grazie a questo accorgimento, essi possono scorrere sulla lenza madre e si fermeranno alla profondità voluta, grazie alla presenza di un nodino fatto di cotone, di lana o in gomma (line's float stopper) che avremo preventivamente fissato sulla lenza madre e che potremo spostare facilmente a seconda della profondità a cui vogliamo pescare.
Infine il finale lo potremo collegare tramite una girella a barilotto, e poco al di sopra della stessa ci metteremo la piombatura costituita da torpilla e/o pallini di piombo, l'ultimo dei quali segnerà il fine corsa inferiore del galleggiante.
Per quanto riguarda le forme da impiegare e la taratura, valgono le stesse indicazioni che ho dato prima per i galleggianti fissi.


I  GALLEGGIANTI  PER  LA  PESCA  ALL' INGLESE


I galleggianti per la pesca all'inglese sono anch'essi dei galleggianti scorrevoli, anche se spesso vengono utilizzati come fissi.
Caratteristica di questi galleggianti è la disposizione del peso nella parte inferiore terminale ed il posizionamento dell'anellino scorri - filo all'estremità inferiore che risulta sempre immersa nell'acqua.
Questi tipi di galleggianti sono anche chiamati waggler: ad esempio un galleggiante 15 + 1 sta ad indicare che è piombato con 15 gr di zavorra e ne supporta un ulteriore grammo da dover distribuire sulla lenza.
I galleggianti waggler possono essere di due tipi:

Con bulbo (Bodied waggler)

Lineari (Straight waggler)

Questo tipo di galleggiante è adatto per lanci lunghi e richiede una piombatura sulla lenza di 1-3 grammi.

Questo tipo di galleggiante è adatto per lanci medio - corti e richiede una piombatura sulla lenza maggiore di quelli con bulbo.

ACCESSORI: Alcuni galleggianti sono muniti di alette e fischione che hanno la duplice funzione di renderlo più visibile a distanza e più stabile nella fase di lancio.

VANTAGGI  nell'utilizzo di questi galleggiante (pesca all'inglese):

  • Grazie al particolare attacco del galleggiante alla lenza madre, ci permette di avere la lenza a diretto contatto con l'amo, per cui la ferrata in caso di abboccata del pesce non passa attraverso il galleggiante ma agisce direttamente sul monofilo, risultando più rapida ed efficace.

  • Pescando correttamente con la punta della canna immersa in acqua, avremo la porzione di lenza tra noi ed il galleggiante completamente immersa in acqua, e ciò oltre ad aumentare la sensibilità in pesca del galleggiante, eviterà il problema dello spostamento del galleggiante in presenza di vento trasversale al luogo di pesca.

  • Se abbiamo realizzato correttamente la piombatura del galleggiante adoperato, avremo l'ulteriore vantaggio di non ingarbugliare mai la lenza anche in caso di vento contrario o trasversale, cosa praticamente impossibile con qualsiasi altro tipo di galleggiante.

  • Quarto vantaggio è quello di avvertire, sul galleggiante, anche la minima mangiata del pesce.

MONTATURA  E  PIOMBATURA : può essere realizzata nei seguenti differenti modi, a seconda del tipo di tecnica adottata.

  1. La montatura più semplice è quella che prevede di fissare il galleggiante con due grossi pallini di piombo (i quali tarano quasi completamente il galleggiante), in modo che possa scorrere solo per 2 -3 cm, completando la taratura del galleggiante mediante l'aggiunta di altri piccoli pallini sul resto della lenza.
    Questa montatura è poco utilizzata nella pesca all'inglese in mare perché non consente di pescare a profondità maggiore della lunghezza della canna adoperata.
    Inoltre, una volta fissati i due pallini di piombo che bloccano il galleggiante, risulta piuttosto rischioso per l'integrità della lenza, farli scorrere per variare la profondità di pesca.

  2. Una montatura alternativa è quella che prevede di utilizzare due piccoli pallini di piombo per fissare il galleggiante, avendo preventivamente realizzato i 2/3 della grammatura richiesta mediante una spiralina di piombo avvolta sulla parte inferiore del galleggiante.
    Anche in questo caso si perfezionerà la grammatura mediante altri pallini piccoli inseriti sulla lenza.

  3. La terza montatura prevede di utilizzare il galleggiante inglese come scorrevole, per cui verrà bloccato superiormente con un nodino di lana (line' s float stopper) ed inferiormente il fine corsa del galleggiante sarà costituito da un pallino di piombo oppure da una girella, sistemata ad una distanza dall'amo non superiore alla lunghezza della canna adoperata.


I  GALLEGGIANTI  PIOMBATI

Foto

Il galleggiante piombato viene utilizzato pescando con una canna bolognese, quando si devono lanciare esche lontano dalla riva, dove presumiamo stazioni il pesce.
Questo tipo di pesca può essere effettuata da qualsiasi scogliera naturale o artificiale, all'interno e all'esterno dei porti, in generale su fondali alti e con condizioni favorevoli come mare in scaduta ed acqua torbida.
Questo tipo di galleggiante ha un corpo solitamente sferico, ovale oppure a goccia rovesciata, ed è realizzato con i soliti materiali: legno di balsa, sughero, polistirolo compresso.
A seconda del tipo di materiale utilizzato, presenta una differente galleggiabilità e quindi richiederà una opportuna piombatura che il costruttore determinerà e ingloberà all'interno del galleggiante stesso (da cui il nome).
Il piombo inglobato nel galleggiante, di forma cilindrica, viene situato nella parte inferiore dello stesso;
in commercio ne troviamo con grammature che, in genere, variano da 3 a 40 gr.
Infine, nella parte inferiore (spesso fissata nel cilindretto di piombo) troviamo un anellino libero di ruotare (tipo girella) che servirà per il fissaggio del galleggiante alla lenza madre.

IMPIEGO :

  • Galleggiante Piombato da solo

    Il galleggiante piombato utilizzato da solo, rappresenta sicuramente l'impiego più diffuso, e viene utilizzato ad esempio nella pesca di occhiate e aguglie.
    Il fissaggio del galleggiante alla lenza madre si ottiene semplicemente inserendo il filo della stessa nell'anellino del galleggiante, e fissandolo poi con due grossi pallini di piombo (in modo analogo ad un galleggiante per la pesca all'inglese).
    La piombatura sarà completata con altri piccoli pallini sul terminale, che hanno anche il compito di far stendere la lenza una volta in acqua.


  • Galleggiante Piombato Affondante

    Prendiamo un galleggiante piombato (ad esempio di 8 gr), ne asportiamo completamente il piombo (che sarà di circa 6-7 gr) e lo sostituiamo con un piombo da 8 gr circa.
    Il galleggiante così ottenuto, una volta in acqua tenderà ad affondare, per cui potremo farlo affondare per alcuni metri per poi richiamarlo in superficie, fino a portarlo a riva.
    Con questa tecnica di pesca, potremo insidiare quei pesci più sospettosi che vogliono l'esca in movimento.
    Il fissaggio del galleggiante avviene al solito modo, mediante due grossi pallini di piombo.
    La tecnica descritta risulta efficace anche nella pesca di boghe, aguglie e sgombri.

 

  • Utilizzo del Doppio Galleggiante

    A causa della forma e del peso, i galleggianti piombati tendono ad opporsi all'affondamento, quindi se i pesci più sospettosi ne accusassero la presenza durante la mangiata, potremmo risolvere il problema utilizzando il doppio galleggiante.
    In pratica utilizzeremo come base portante il galleggiante piombato inserito scorrevole sulla lenza madre, senza il fermo superiore, e poi inseriremo un secondo galleggiante sferico in sughero (diametro max 1,5 cm) alla distanza desiderata dall'amo.
    In fase di pesca, il galleggiante piombato servirà solo a portare il piccolo galleggiante di sughero a distanza notevole dalla riva, mentre il piccolo galleggiante fisso sferico servirà a segnalare la mangiata del pesce.
    L'unico problema di questa tecnica di pesca consiste nell'alta probabilità di ingarbugliamento della lenza in fase di lancio, che potremo eliminare facendo distendere la lenza in acqua, trattenendola con la mano un attimo prima che i due galleggianti tocchino l'acqua.


I  GALLEGGIANTI  LUMINOSI

Sono dei galleggianti costituiti da due parti (testa e corpo) che si avvitano l'una nell'altra mediante filettatura protetta da una guarnizione in gomma per evitare che dell'acqua entri all'interno.
Nella testa è sistemato un diodo led che emette luce verde o rossa, alimentato da una batteria al litio.
L'utilizzo di questi galleggianti è analogo a quelli piombati, per la pesca notturna.

L'alternativa ai galleggianti luminosi è quella di adoperare le starlight (bastoncini di fosforo cristallizzato che piegati a meta emettono una luce verde ben visibile di notte) inseribili al posto delle antennine nei galleggianti fissi, scorrevoli e all'inglese che le prevedono.
 



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