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Pesca alla Spigola con Attrezzatura Leggera
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Testo di  Claudio Iavarone
Fotografie di  Claudio Iavarone
Data Pubblicazione  09/07/2005

La Spigola è senz’altro una delle prede più ambite dai pescatori sportivi, sia con tecniche che usano canne bolognesi e galleggianti, sia con tecniche diverse come il Legering, Surf Casting, Spinning, o altre tecniche, meno praticate ma ugualmente efficienti.

Pesce predatore di fama, popola i nostri mari, ma anche l’oceano atlantico orientale.
Il suo habitat varia spesso non staziona mai sempre nello stesso posto, frequenta porti, spiagge, scogliere, foci, insomma è un po' in tutti i posti, a secondo delle situazioni e delle condizioni del mare.

Essendo un predatore la spigola caccia in tutte le ore del giorno e della notte, le sue prede preferite sono gli avannotti di Cefali, i Gamberetti, le Anguillette.
Da ciò possiamo dedurre che dove ci sono cefalotti, gamberetti e anguillette vi è sicuramente anche la spigola.

Essa è sicuramente voracissima, ma anche molto diffidente, pigra quando la si vuole stimolare con esche anche vive, meno pigra quando gli presentiamo gamberetti o cefalotti, purtroppo non sempre facilmente reperibili vivi.

L’artificiale può essere un'alternativa valida al vivo, ma solo in alcune situazioni, come foci dei fiumi oppure acque torbide e agitate, insomma la si può insidiare in tutte le maniere.

Io amo insidiarla con la Tecnica di pesca con Bolognese e galleggiante fisso che oscilla a seconda dei casi da 0.50gr a massimo 1.50gr .
Vi dico subito che uso una montatura leggera proprio in base alle esperienze di pesca, facendo confronti e verifiche con altri colleghi abbiamo concordato che più si è leggeri più aumentano gli attacchi alle esche e quindi le catture.

Ora però bisogna specificare che con queste montature non è sempre praticabile, a causa dell’esposizioni di scogliere e banchine portuali ai venti di maestrale, che imperversano le nostre coste, quindi bisogna trovare un posto a riparo dai venti che darebbero fastidio nella fuoriuscita del galleggiante così leggero, o predisporsi qualora ci sia la possibilità in modo da mettersi il vento alle spalle. Segue esempio di scogliera esposta al maestrale :

Scogliera esposta al Maestrale Azione di Pesca

Il top è sicuramente pescare di notte, quando i venti sono calati e la nostra spigola esce per recarsi a caccia di prede, quello è il momento che amo di più, anche perché con il bigattino che è l’esca che uso spesso , la notte è l’ideale.

Sulla costa tirrenica, Lazio e Campania, un altro momento ottimo è lo scambio tra scirocco e vento di terra.
Mi spiego meglio: di solito il vento proveniente dall’Africa, chiamato Scirocco dura al massimo un giorno o due, poi il vento cambia e se si mette subito dopo lo scirocco il vento di terra, quello è un altro momento magico per pescare la Spigola.

I posti dove prediligo insidiare la spigola sono le foci dei fiumi o dei torrenti, dove l’acqua è salmastra e vi sono varie prede, cefalotti, anguille, gamberetti, ma anche vermetti come il Tremolino, o altri lombrichi che popolano le sponde dei fiumi e che vengono trascinati dalla corrente verso il mare.

Un altro posto frequentato dalla Spigola è il porto
Senza ombra di dubbio all’imboccatura dei porti sui fari e sulle banchine adiacenti di sera è facile incontrare dei pescatori di spigole, visto che nei porti stazionano cefali, boghe e altre piccole prede come le sardine, e sulle pareti delle banchine dove vi è una fitta vegetazione, sono presenti numerosi anche i gamberetti.

Discorso un po' diverso è da farsi sulle spiagge, anch'esse frequentate dalla spigola, dove per insidiarla con una bolognese si possono usare varie tecniche, da terra come dalla barca.
Una di queste si fa apprezzare per il suo fascino irresistibile, per le condizioni di pesca, ma anche di comodità e di perfetto relax in simbiosi con il mare e la natura.
In pratica, al calar del sole, su una bella barca ci facciamo posizionare dalla corrente, poi ci ancoriamo a circa 3 – 4 metri di profondità, spalle alla brezza marina, pasturiamo con bigattini, creando un bel tappeto davanti alla nostra postazione, e aspettiamo alcuni minuti.
Poi lanciamo il nostro galleggiante proprio sul tappeto di bigattini. Se nelle vicinanze vi è un branco di Spigole non ne mancheremo una, se non ci sono non preoccupatevi, il tremolio dei bigattini sulla sabbia attirerà anche a distanza le nostre prede.

Da terra invece si può pescare in condizioni di vento alle spalle per far si che il galleggiante fuoriesca allontanandosi almeno 6 - 7 metri dalla riva, in condizioni di mare un po' mosso, schiumoso, ma anche calmo soprattutto di notte, la lenza dovrà essere priva di piombini cioè dovrà essere galleggiante sulla superficie dell'acqua. Il bigattino una volta in acqua tende a scendere molto lentamente, e anche se ci ritroveremo in 20- 30 cm di acqua la spigola lo attaccherà.

Attrezzatura Impiegata: le canne, i monofili, le esche, gli ami, etc
Ora entriamo nello specifico cercando di vedere e capire l’attrezzatura usata per praticare questa tecnica di pesca.

Incominciando dalla canna diciamo che la pesca della spigola con Bolognese non richiede canne particolari, l’azione della canna va bene sia di punta che semiparabolica, ma anche completamente parabolica, e cioè canne molto morbide già dal secondo elemento.

Io in genere preferisco canne morbide adatte a lanciare un galleggiante di 0.50 grammi.
La lunghezza della canna la si sceglie in base al posto dove si va a pescare, se si conosce la profondità dell’acqua, io preferisco comunque portarmi due canne una 5 mt e una 6 mt

Ovviamente un galleggiante di quel peso non può essere montato su un monofilo grande, al massimo uno 0.16 di diametro. Io uso un 0.14 del modello Gorilla uc4 prodotto dalla Tubertini.

La scelta del filo da montare in bobina è una scelta importantissima se si è consapevoli della pesca che si va a fare, ma soprattutto del galleggiante che si va ad usare nella nostra montatura.

Esempio di Montatura
L’altezza della montatura chiaramente cambia a seconda del posto, ad esempio su un fondale intorno ai 6 mt, io preparo una montatura che si compone in questo modo: galleggiante - circa 4 metro di 0.14 dove colloco i pallini - terminale di almeno 100 cm dello 0.10
Di solito non uso girellina di giunzione, trattandosi di montatura superleggera uso un'asola per collegare il terminale alla lenza.
La collocazione dei pallini è di fondamentale importanza, sia nella taratura ma soprattutto per il modo in cui si presenterà l’esca una volta in acqua.
Vedi disegno seguente:


Disegno della Montatura utilizzata

Vi accorgerete del buon posizionamento dei pallini al momento del lancio, la montatura cadrà in acqua in modo sequenziale, e cioè prima il galleggiante, poi man mano tutti i pallini, fino al bigattino che dovrà posarsi in acqua per ultimo.

In pratica se fate una prova di giorno con acqua calma vedrete proprio disegnarsi una linea sull’acqua che finisce al momento della caduta in acqua del bigattino, questo vuol dire che i pallini sono stati collocati in modo perfetto.

Il Terminale
In merito alla scelta dei terminali, non dovremmo pensare al risparmio, quindi useremo materiali di altissima qualità, evitando disastri che potrebbero portarci al ricovero per effetto di collera.
Come lunghezza del terminale varia dagli 80 cm ai 150 cm, a seconda delle condizioni del mare e delle correnti, il diametro può oscillare dallo 0.08 allo 0.12, meglio iniziare la battuta di pesca con diametri dello 0.12- 0.10 per poi scendere, onde evitare di allamare qualche bestia e perderla.

Gli Ami
Per quanto riguarda gli ami , la scelta è inevitabilmente dovuta al tipo di esca utilizzata, nel caso specifico di questa tecnica un amo del 16 per bigattino va più che bene.
Anche per gli ami vale il discorso dei terminali, mai comprare ami che ci farebbero risparmiare qualcosina, ma che dopo una decina di innescate si spuntano o addirittura si aprono su un'allamata di una preda di buona taglia.

Ami Tubertini Innesco del Bigattino

Un amo spuntato poi danneggia irreparabilmente il nostro bigattino, in alcuni casi addirittura lo uccide. Un amo con un ottima punta, entra facilmente sotto la pelle del bigattino senza danneggiarlo troppo, tenendolo così più arzillo e vibrante durante l'azione di pesca.

Un saluto a tutti i Visitatori di HobbyPesca
 



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