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Minutaglia: come evitarla
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Testo di  Danilo Serreli
Fotografie di  Danilo Serreli
Data Pubblicazione  07/01/2007

Vi sarà sicuramente capitato di trovarvi sulle sponde di un fiume o di un lago con la vostra inseparabile bolognese, ottima giornata, tanto pesce, ma poche toccate di qualità … causa la minutaglia che polverizza le nostre esche …

In quasi tutti i nostri grandi corsi d'acqua (mi riferisco per esperienza ai fiumi e i laghi dell'Italia centrale) si trova infatti una grande concentrazione di piccoli pesciolini che stazionano prevalentemente vicino le sponde dove trovano un habitat perfetto per crescere e prolificare. Talvolta queste specie sono insidiate specificatamente dai pescatori occasionali come dai garisti, come succede con le alborelle. Altre volte, però, la minutaglia è un fastidioso vicino per il pescatore che tenta catture di taglia.

Questi pascetti (naturalmente a seconda della specie, del luogo di pesca, e della stagione) stazionano in prevalenza a pelo d'acqua o a mezz'acqua, dove cercano cibo e trovano la compagnia dei loro simili, lontano dai predatori. Ci riferiamo a tante specie di pesci, dall'alborella, al triotto, ai persici sole e a tutta la piccola taglia delle famiglie che popolano i nostri fiumi (gardon, scardole, cavedani, acerine, etc.)

In primo luogo, il fastidio creato dalla minutaglia è dato dalla rapidità con la quale si gettano sulle palle di pastura e sull'alone di sfarinati che si disperde nell'acqua dopo il lancio. Ciò succede soprattutto quando lavoriamo con pasture a mezz'acqua, ma anche quando, per effetto di agenti disgreganti all'interno dei composti, o per la sbagliata pressione delle sfere di questi, la pastura si disperde troppo rapidamente senza giungere sul fondo.

Una soluzione a questo problema è di stringere e pressare bene l'impasto, evitando di aggiungere sfarinati non bagnati alla fine della preparazione. Più le nostre palle di pastura saranno dense e più facilmente riusciranno ad arrivare sul fondale integre. Perciò è da evitare il disperdere sfarinati pressati male o disgregati nelle acque, se si vuole evitare l'arrivo della minutaglia. E' consigliabile inoltre aggiungere l'acqua contenuta nei barattoli di mais nella pastura: questo liquido ha un impressionante capacità aggregante e renderà la nostra pastura compatta. E' invece assolutamente sconsigliabile, al fine di ridurre questo effetto, aggiungere del latte negli impasti. Questo alimento è un richiamo infallibile per la minutaglia.

Altrettanto inutile sarà una pasturazione a base di bigattini, che verranno polverizzati dai tanti ospiti indesiderati. L'unica soluzione in questo caso è l'uso di collanti appositi, magari aggiungendo della ghiaia alle larve per facilitare la discesa verso il fondo.

Il fastidio però non si avverte solo durante la pasturazione. Le nostre esche potrebbero essere, per vari motivi, costantemente attaccate dai gruppi di pascetti.

Questo accade quando utilizziamo montature non perfette. Di solito, per insidiare la maggior parte dei "pesci bianchi", come anche per i ciprinidi, bisogna giungere in corrispondenza del fondale, a una decina di centimetri da questo. Bisogna considerare che al di sopra di questo livello si intensifica notevolmente l'attività della minutaglia. Se le nostre esche lavorano a profondità sbagliate, sarà quasi impossibile che qualche bell'esemplare riesca a trovare l'amo prima dei tanti piccoli concorrenti.

Per evitare questo spiacevole inconveniente basta ricorrere all'utilizzo di una comune sonda a molla da applicare sull'amo (ancora meglio le sonde a scomparsa), che ci rivelerà con precisione l'altezza dell'acqua nella nostra zona di pesca. Comunemente le acque dei nostri corsi d'acqua non sono troppo alte, perciò non avremo troppi problemi nella scelta della canna, anche se va sempre considerato che, a meno che non si usi un galleggiante inglese, non si può raggiungere un fondo di 6 metri con una canna di 4 metri.

A volte, nonostante siamo riusciti a determinare il fondo e a lavorarci, può capitare che a causa della leggerezza eccessiva delle nostre montature, l'esca impieghi troppo tempo ad arrivare sul fondale. Bisogna in questi casi appesantire un po' la montatura: una montatura con un galleggiante da un grammo e 10 pallini, è più lenta nella discesa rispetto ad una da 3 grammi con 15 pallini. Una soluzione ancora più efficace è quella dell'utilizzo di una piccola torpilla che concentra il peso in un unico punto, anche se rende molto più statica e innaturale la nostra esca.

Quando ricorrono queste circostanze, è conveniente, oltre alle soluzioni gia dette, l'utilizzo di esche alternative rispetto al solito bigattino. Questa larva infatti risulta essere l'esca più attaccata dalla minutaglia, tanto che anche i garisti la utilizzano nelle competizioni di pesca all'alborella. Evitiamo perciò i bigattini, sia bianchi che rossi, preferendo lombrichi e camole del miele o ancor meglio della farina, o in alternativa del mais dolce naturale o aromatizzato.

Mentre però i primi hanno un valore universale poiché qualsiasi pesce li attacca, quest'ultima è un'esca prettamente rubata al carp-fishing, che funziona comunque anche con i carassi e in maniera molto minore anche con altri ciprinidi.
 



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