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Barracuda Mediterraneo a Spinning
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Testo di  Filippo Ricca
Fotografie di  Filippo Ricca
Data Pubblicazione  18/12/2003
 • Caratteristiche del Pesce
 • Dove e Quando Praticarlo
 • Attrezzatura da Usare
 • Artificiali Indicati
 • Azione di Pesca
 • Note e Suggerimenti
CARATTERISTICHE  DEL  PESCE

Il barracuda mediterraneo è un pesce della famiglia degli Sfirenidi (che conta altri esemplari abbastanza simili) con il corpo allungato, il dorso bruno scuro e il ventre bianco. Sui fianchi compaiono le caratteristiche bande verticali, più scure, che si stagliano in bella mostra. La testa è allungata con la mandibola inferiore più lunga di quella superiore; i denti sono sottili e molto penetranti adatti ad afferrare e stritolare le prede - la sua dieta è composta quasi esclusivamente di altri pesci.

Fino a una decina d'anni fa questa specie era praticamente sconosciuta sia ai pescatori professionisti che a quelli sportivi e la sua cattura era considerata rara ed occasionale. Poi a causa dell'effetto tropicalizzazione del mediterraneo cominciarono le prime isolate catture mentre giungevano, da più parti, notizie di avvistamenti sempre più frequenti. Negli anni seguenti il barracuda mediterraneo ha aumentato la sua diffusione e in poco tempo ha surclassato la spigola nella classifica delle prede più catturate dagli amanti dello spinning. Al momento è possibile trovarlo in quasi tutti i mari della penisola, compreso il mar Ligure. Comunque gli hot spot continuano a rimanere la Sardegna e la Corsica.

Il barracuda mediterraneo è più piccolo del "cugino" tropicale, in tutti i casi può raggiungere dimensioni notevoli: barracuda di 10 Kg lunghi 1 metro non sono una rarità. Tuttavia, il peso medio è compreso tra 1 e 3 Kg.

Il barracuda è un predatore molto aggressivo che caccia spesso in branco. La sua aggressività e la competizione alimentare lo spingono spesso ad attaccare le esche artificiali, rendendolo un ottimo "cliente" per gli amanti dello spinning.

Le carni sono buone e si presta ad essere cucinato in vari modi.


DOVE  E  QUANDO  PRATICARLA

Il periodo migliore per pescare i barracuda a spinning è l'autunno. I mesi che sono più adatti a questo tipo di pesca sono infatti settembre, ottobre e novembre. Alcune catture però sono state conseguite anche in altri periodi dell'anno, come la primavera e l'estate (nelle zone non frequentate dai bagnanti!). La sua presenza sottocosta nel periodo invernale è subordinata alla temperatura delle acque e quindi all'andamento della stagione autunnale. Nelle annate più calde alcune catture sono state conseguite anche a gennaio, ma normalmente a dicembre i barracuda tendono a scomparire dal sottocosta.

I posti migliori dove poter praticare la pesca del barracuda sono (in ordine di preferenza):

  • Porti (dove consentito)

  • Dighe frangiflutti

  • Insenature delle coste rocciose

  • Scogliere naturali

La pesca può essere condotta in qualunque ora della giornata ma l'alba e soprattutto il tramonto sono i momenti migliori. Alcune catture sono avvenute anche in piena notte: in questi casi sono da preferire serate di luna piena o zone illuminate (ad esempio nei porti).

I barracuda al contrario delle spigole sembrano preferire le acque calme e chiare per i loro attacchi.
In questi casi conviene predisporre la battuta di pesca alle prime luci dell'alba o al tramonto.
Diversamente dalla spigola il barracuda non sembra essere sensibile alle maree.


ATTREZZATURA

Canna

L'attrezzo ideale è una canna robusta da spinning (specifica da mare) sui 3 metri di lunghezza e potenza di lancio 15-40 grammi (o anche leggermente di più). Le canne telescopiche sono più comode, ma quelle a due pezzi risultano più adatte a questo tipo di pesca. Esistono ottime canne da spinning in commercio che soddisfano questi requisiti. Marche che producono attrezzi da mare veramente di qualità sono per esempio la Shimano e la Milo (chiaramente non solo queste). Una canna che ha un buon rapporto qualità prezzo è la Shimano Nexave spinning. Personalmente uso la Hypron lure XS lunga 3 metri con potenza di lancio 40/80 grammi (forse un pò eccessiva per questo tipo di pesca). Anche una canna generica può essere utilizzata allo scopo, sempre che sia robusta e abbastanza rigida. La rigidità del cimino è un fattore importante, utile a ferrare il pesce e a contrastare la fuga dello stesso. Questa ultima proprietà è molto importante visto che il barracuda va "forzato" abbastanza durante il recupero, cercando di non concedere troppo filo.

Mulinello

Il mulinello dovrà essere piuttosto robusto e di dimensioni abbastanza generose in modo da poter contenere almeno 200 metri di buon monofilo (nylon) dello 0.28. La mia preferenza cade su mulinelli non troppo piccoli che se anche pesano un pochino di più non "stressano" troppo il filo. Per questo motivo alle volte mi oriento su mulinelli specifici per il surf-casting leggero. Alcuni nomi di mulinelli che possono essere adatti allo scopo sono: AS 3 F Abu garcia, Super Aero 4000 F shimano, Figter 4000 Lineaeffe. In tutti i casi non mi soffermerei troppo sul mulinello. L'artificiale va recuperato molto lentamente e il pesce va forzato abbastanza, senza concedere troppo filo: quindi anche avere una buona frizione non e' essenziale.

Monofilo

In bobina la misura adatta è uno 0.25, massimo uno 0.28. Questo è un buon compromesso per lanciare senza problemi e avere un discreto margine di sicurezza nel recupero. In teoria potrebbe bastare meno (per esempio uno 0.20) viste le dimensioni non esagerate di questi pesci, ma questa misura ci mette abbastanza al sicuro anche da eventuali scogli taglienti. Alcuni preferiscono utilizzare i trecciati in fibra, tipo lo Spectra o Dynema che rendono il lancio dell'artificiale più agevole e sono più rigidi. I trecciati sono sicuramente ottimi per lo spinning, ma penso che un buon nylon sia più che sufficiente allo scopo.

Finale

I denti del barracuda sono molto taglienti anche se non molto ravvicinati. In tutti i casi può capitare che il barracuda riesca, se questo viene a contatto con i denti, a tagliare il filo (mi è già capitato più volte). Una soluzione, che però molto probabilmente limita il numero di attacchi, è quella di inserire il cavetto di acciaio prima dell'artificiale. Altra possibilità è quella di usare artificiali abbastanza grandi (12-14 cm), in modo tale che il monofilo non possa venire a contatto con i denti. Forse il giusto compromesso è quello di usare degli artificiali sui 10 cm e legare uno spezzone di filo dello 0.50 (lungo mezzo metro) direttamente al filo in bobina.


ARTIFICIALI

La scelta dell'artificiale è forse la cosa più critica. Il rischio è quello di averne molti a disposizione, dopo avere speso un sacco di soldi, e non sapere quale usare.
In linea di massima il consiglio è quello di cambiare spesso e quando si sente una tocca insistere, forse è quello buono. Il problema è che non esistono degli artificiali "universali" che vanno bene in qualunque luogo e in qualunque momento. A secondo del posto, delle condizioni di visibilità, dell'ora, della tipologia di prede cacciate in quel momento dal barracuda le cose possono cambiare.
Altro consiglio
è quello di usare artificiali "credibili" (muggine, sgombro) in condizione di luce buona e acque chiare, colori "improbabili" (giallo, verde, rosso, ...) con acque torbide o all'alba e tramonto. In tutti i casi il maggior numero di "strike" li ho avuti al tramonto (quasi totalmente al buio) con artificiali di colore giallo e/o verde e/o arancione.
In condizione di poca luce si comportano molto bene i minnow gialli e verdi striati di nero (per esempio il Rapala colore FT, vedi foto).

 

Per ciò che concerne la tipologia di artificiali da usare mi orienterei decisamente sui minnow tradizionali (cioè quelli con paletta, non "walking the dog"). I minnow tradizionali sono gli artificiali che danno più garanzie, in particolare i "floating" visto che il barracuda molto spesso attacca la sua preda quasi a galla. Scarterei altri tipi di artificiali come poppers e cucchiaini che sono molto meno efficaci (diversi "spinners" amanti dei poppers li propongono anche per i barracuda; personalmente ci credo poco visto che, pur usandoli spesso, non sono mai riuscito a prenderne uno).

Come marche mi sono sempre orientato su quelle migliori sul mercato, anche se adesso quasi tutti gli artificiali funzionano bene. Per chi non vuole sbagliarsi comunque acquistare un Rapala, o uno Yo zuri è una garanzia. Anche gli artificiali prodotti dalle piccole ditte vanno benissimo a patto di riuscire a trovare modelli sui 10-14 cm.

Personalmente di artificiali ne ho usati parecchi ma quelli che mi hanno "ripagato" di più sono stati i Rapala Long Cast 12 cm (FT e RH con acque torbide o al tramonto, e MU e SPM in tutti gli altri casi).
Altri artificiali con cui mi trovo molto bene sono i Rapala Husky Jerk Saltwater, anche di 14 cm. Il colore che mi ha dato più soddisfazioni, appena prima del tramonto, è il SSBMU. Della Yo zuri uso molto spesso i Delta Sword e i Crystal Minnow delle misure più grandi.
Funzionano bene anche se sono più affondanti dei loro "cugini" Rapala. Mi trovo molto bene con le colorazioni argentee (per esempio la mitica "acciughina" argento-blu o argento-verde) e con le colorazioni tendenti al giallo. Funziona bene anche il testa-rossa.
Altri artificiali che mi hanno dato delle belle soddisfazioni con i barracuda sono i Finto floating (vedere http://utenti.lycos.it/fishingline/Artificiali.html ) di 11 cm, in particolare quelli snodati (Jointed minnow); ma funziona altrettanto bene il minnow tradizionale. In questo caso si sono comportati bene i colori blu argentato e fluo quando è quasi buio. Va sicuramente menzionato il cefalo prodotto da una piccola ditta locale di Imperia (Simil) che non ha eguali con acque chiare durante condizioni di visibilità ottime. L'artificiale, costruito interamente a mano, si muove esattamente come un cefalo reale e per questo motivo risulta essere molto adescante.


AZIONE  DI  PESCA

Una volta giunti sul luogo di pesca, preferibilmente vicino a un porto oppure dentro (ove permesso), sceglieremo una zona con acqua abbastanza profonda. Cinque o sei lanci sono sufficienti, poi se non si scorge nessun segnale di presenza dei barracuda si cambia posto spostandoci di una decina di metri. Bisogna prestare molta attenzione ai segnali; i barracuda di solito cacciano a branchi e per questo motivo sono facilmente avvistabili. Piccoli pesci che scappano terrorizzati, gabbiani che volteggiano nell'aria, vere e proprie mangianze sono tutti segni inequivocabili della presenza di predatori. Altra regola importante è quella di cambiare spesso l'artificiale. Personalmente dopo una trentina di lanci senza successo effettuo il cambio.

Il recupero dell'artificiale va condotto molto lentamente. E' meglio fermarsi spesso e ogni tanto imprimere accelerazioni brusche per poi continuare con un recupero molto lento. Mi è capitato più volte di ferrare un barracuda quando l'artificiale era già fermo da alcuni secondi. Il barracuda è un animale molto aggressivo ma al tempo stesso curioso, alle volte si avvicina all'artificiale e gli impartisce leggere tocche, senza però attaccarlo. Per questo motivo conviene variare spesso la velocità di recupero e fermarsi. Questo comportamento "strano" dell'artificiale molto probabilmente lo irrita e lo incita ad attaccare.

Una volta ferrato il barracuda (è sempre meglio ferrare con energia non appena si avverte qualcosa, visto la durezza dell'apparato boccale di questo pesce) inizia la parte difficile. Il barracuda non è un pesce che tira tantissimo, ma è molto imprevedibile. Capita spesso che il nostro "amico" segua l'artificiale e poi all'ultimo momento (vicino alla scogliera o alla banchina) si giri di scatto per ripartire verso il largo. Questa è la situazione più pericolosa e se non si tenta di contrastarlo il rischio di perderlo è molto elevato. Quindi il consiglio è quello (se siamo sicuri che si tratta di un barracuda) di serrare quasi al massimo la frizione, recuperare velocissimo se il barracuda viene verso di noi (per evitare di lasciare in bando il filo) e soprattutto contrastare con energia (attrezzatura permettendo) la virata finale.
Il consiglio è quello di non stancarlo con la frizione (so che la cosa potrebbe non essere intuitiva); se prende filo, se riesce a girarsi e soprattutto se inizia a compiere salti acrobatici fuori dall'acqua aumenta le sue probabilità di scappare. Dalle mie parti vige un detto che rende bene l'idea: "se hai un barracuda in canna tienilo poco in acqua".


NOTE

  • Credo che senza il nostro amico barracuda molti degli "spinners" che conosco avrebbero cambiato tecnica già da un pò. La sua presenza costante e in taluni casi massiccia e la relativa facilità di cattura hanno spinto molti pescatori a privilegiare la ricerca di questo predatore trascurando spesso la più lunatica spigola. In alcuni casi le due specie coabitano nello stesso habitat, anche se la spigola ama acque più basse rispetto al barracuda e solitamente, diversamente dagli Sfirenidi, "attacca" con acque torbide. Questo spiega perché alcuni "spinners" della mia zona, che ricercano prevalentemente la spigola, non hanno mai catturato un barracuda, mentre altri "spinners" che invece si dedicano assiduamente ai barracuda si lamentano della "scomparsa" delle spigole. E' da valutare (lasciamo l'onere agli studiosi) se la presenza dei barracuda ha ridotto la presenza della "regina" dalle nostre coste.

  • Una questione abbastanza dibattuta (al pari quasi di introdurre o meno il cavetto di acciaio) è quella di usare o meno una girella tra monofilo madre e artificiale. Aggiungere la girella rende le operazioni di cambio dell'artificiale più semplici ma a detta di alcuni limita, o rende meno naturale, il nuoto del minnow facendolo diventare meno adescante. Personalmente uso delle girelle adatte allo spinning (prodotte dalla Rapala), che sono leggere e non "strozzano" l'anello dell'artificiale. Tuttavia non saprei dire se è la soluzione migliore. Alcuni miei amici eseguono direttamente il nodo Improved Clinch (prossimamente nella sezione nodi) sull'artificiale preferendolo al nodo Rapala (prossimamente nella sezione nodi), sponsorizzato dall'omonima ditta. Vi posso assicurare che così facendo di barracuda ne prendono molti più di me ...



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