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Traina col Vivo :: i Terminali
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Testo di  Davide Castellano
Fotografie di  Davide Castellano
Data Pubblicazione  05/12/2004

La costruzione di un buon terminale è necessaria per il buon esito delle catture.

Bisogna agire ponendosi tre obbiettivi fondamentali, l’invisibilità, la robustezza e cosa fondamentale devono permettere il nuoto perfetto dei pesci esca.

Con il tempo si acquisiscono elementi che ci permettono di realizzare terminali adatti ad ogni situazione, ma affrontiamo adesso la costruzione base.

Terminale in filo di acciaio
Il terminale realizzato con il filo di acciaio è dedicato ai pesci serra e ai barracuda.
Il filo di acciaio ha solo la funzione di non essere tranciato dai denti dei suddetti predatori, quindi diametro sottilissimo, già un 20/40 lbs va bene.

Gli ami devono avere l’occhiello, sia quello trainante che pescante. Far passare il filo di acciaio nell’occhiello dell’amo trainante che può essere di misura anche più piccola rispetto a quello pescante.

Con un elastico da dentista, sono quelli sottilissimi e trasparenti, realizzare una legatura quanto più lunga possibile che prende il filo e il gambo dell’amo.
Questa legatura deve permettere lo scorrimento dell’amo trainante lungo il filo stesso, in questo modo si rende il posizionamento dell’amo trainante regolabile.
Alla fine del filo realizzare un asola che trattiene l’occhiello dell’amo pescante e che permette all’amo di essere libero di ruotare in tutte le direzioni.
Chiudere l’asola con un connettore cilindrico. Tra l’amo trainante e quello pescante, più o meno a metà distanza ci deve essere un altro connettore che impedisce all’amo trainante, in caso di scorrimento durante un attacco di predatore, di andare a finire vicino all’amo pescante.
Tra l’amo trainante e il moschettone per fissare il terminale alla lenza madre, non superare i 20/30 cm.

La stessa procedura per costruire un terminale di lenza. Con la variante che non si può usare il connettore metallico tra l’amo trainante e quello pescante.
Personalmente preferisco usare il terminale di acciaio sempre, e non si tratta di poca sportività, basta usare un cavetto di basso libraggio.
Perdere pesci come le ricciole e i dentici che una volta allamati si dirigono con la testa sul fondo cercando di liberarsi strusciando la testa nelle pietre o nella gorgonia fa rabbia.
La differenza è che il terminale potrebbe essere più visibile ma se il pesce esca nuota bene è inutile rischiare.

Varianti: al posto dell’amo pescante si può usare un ancoretta, specialmente se il pesce esca è una seppia o un calamaro. Personalmente ho usato più volte l’ancoretta anche con l’aguglia, ma non ha la stessa penetrazione dell’amo singolo.

Per l’amo pescante, provate a usare un “circle” ma limitatevi, in caso di abboccata, a frenare con il dito sulla bobina la fuoriuscita della lenza madre senza ferrare, potreste slamare il pesce da soli.


Nella Foto: Cattura del 21/11/2004

Questa Spigola di 7,100 kg ha attaccato un Cefalo vivo di 400 gr
Su un fondale di circa 4 mt, distanza dalla costa mt 10,00.
Terminale di acciaio 20 lbs Lenza madre nylon 0.50, piombo guardiano 50gr
Canna stand up 2.10 mt 2/6 libbre
Ore a.m. 6,35, cielo terso, acqua secca da circa un’ora, zona ancora in ombra.
Vento nord ovest.

Il prossimo articolo tratterà la meteorologia, le maree, luce e le varianti della pesca a traina con il vivo in relazione ai fenomeni naturali prima citati.



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