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Pescare leggero con la dinamicità dell'inglese
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Testo di  Vittorio Quagliolo
Fotografie di  Vittorio Quagliolo
Data Pubblicazione  07/01/2007

Quella che vi propongo è una pesca con galleggiante alternativa all'ultraleggera bolognese.

Lo scopo di tale tecnica è quella di adottare una pesca con bolognese senza necessità di condizioni sia climatiche, di luogo o di attrezzature, specifiche.

La tecnica consiste nell'utilizzare gli stessi terminali della pesca a bolognese, utilizzando però un sistema all'inglese con piombo scorrevole e galleggiante a penna scorrevole. L'attrezzatura necessaria per praticare questa tecnica e' molto semplice e non necessariamente specifica.

Sarà sufficiente una canna con azione semi parabolica con grammatura variabile 3-15 gr, a partire da una lunghezza minima di 3mt. Un mulinello con bobina 1000, possibilmente a doppia frizione. La doppia frizione vi consentirà di tarare il minimo in base al carico di rottura del terminale, potendo in qualsiasi momento allentare la presa nel caso di pesciolini molto combattivi. Il monofilo caricato su bobina, potrà variare tra il 14 ed il 16.

Il terminale sarà composto dal solito monofilo 0.10-0.12 di mt 2 (o comunque non superiore a due terzi della lunghezza della canna) con scalata di pallini, per una grammatura totale di circa 1 gr

Il galleggiante dovrà essere di tipo scorrevole 3 gr, non piombato, possibilmente a penna.

Il piombo principale dovrà essere di tipo a scorrimento intercambiabile, in questo modo non verrà intaccata la lenza madre in nessun modo ed avrete la possibilità di intercambiare il piombo in base alle condizioni del mare e all'entrata in pesca desiderata.

Il piombo dovrà avere un peso variabile tra  1.90 ed  2.25 gr

Il terminale sarà congiunto alla lenza madre, possibilmente utilizzando un "nodo di sangue" oppure una piccolissima girella, da considerare in fase di taratura del galleggiante.

Per lo stopper da collocare sulla lenza madre, sarà sufficiente uno in gomma oppure in cotone.

Per gli ami è un capitolo a parte, ma visto che si parla di leggerezza, si punta ai grandi predatori, quali Spigola, Orata o Sarago, di conseguenza, l'amo sarà mediamente uno del n°14. Io in particolare mi trovo benissimo con i Gamakatsu LS-2210B N°18, LS-2230N N°14 ed i Tecno2000 JHT 518 Tanago N°16.

Il risultato sarà quindi questo

La tecnica torna utilissima in caso di mare non molto mosso e fondale di  5-6 mt

Anche praticandola su fondali bassi, la tecnica non ha nulla da invidiare alla bolognese. E' possibile insidiare le prede a maggiore profondità ed a varie distanze dalla banchina. Utilizzando un terminale "libero" di circa 1.5 mt è possibile praticare una pesca a "semifondo" (io la chiamo struscio) amatissima dalle grosse mormore e comunque dai grossi e diffidenti predatori

Ad oggi è la tecnica che mi ha dato maggiori frutti e risultati, ho potuto provarla e praticarla sia in acque piatte e poco profonde, sia con mare grosso e profondo, in pratica conserva la dinamicità massima del galleggiante scorrevole, senza nulla togliere alla necessaria leggerezza e naturalità che il terminale deve avere in acqua.

La presentazione dell'esca e l'affondamento della stessa, restano naturali e la possibilità di poter utilizzare una canna corta, o pescare fuori banchina oltre i 20 mt, non possono che porre questa tecnica in un posto in prima fila in fatto di dinamicità.
 



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