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Traina col Vivo: la Lampuga
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Testo di  Davide Castellano
Data Pubblicazione  05/05/2005

La Lampuga è uno dei pesci più belli e divertenti da pescare a traina con l’esca viva.
La colorazione è incredibile, dall’azzurro al giallo, dal verde molto intenso all’oro più acceso, è la cosa che ci colpisce di più una volta arrivata a bordo.
Osservatela bene e presto perché una volta morta diventa di un grigio smorto perdendo tutta la sua livrea originale.

Catturarla non è difficile ma recuperarla può diventarlo se l’esemplare è molto grande. La Lampuga, una volta allamata si scatena in una serie di salti fuori dall’acqua spettacolari e imprevedibili.
Quando poi arriva sotto la barca aspettatevi tutti quei cambi di direzione che fanno letteralmente impazzire. Delle volte mi è saltata in barca o addirittura è passata da una parte all’altra del pozzetto.

Tecnica di pesca
Pesce da traina per eccellenza ha delle abitudini diverse dagli altri pesci di superficie. La traina con l’esca viva è molto selettiva, infatti le lampughe più grandi attaccheranno prima.
L’aguglia, esca principe, deve essere piccola e trainata anche a galla, comunque dalle mie parti è inutile affondare l’esca oltre i 10/15 metri.
Diversamente dalle tonnacchielle e dalle palamite non si scatena negli spruzzi tipici delle mangianze.
L’abboccata avviene sempre improvvisamente.

Consiglio vivamente l’uso di attrezzature leggere, quasi da spinning. Quando si da la ferrata, la lampuga inizia una fuga che è fatta di salti e capriole, uno spettacolo incredibile. Attenzione che anche a bordo continuerà a saltare e fare capriole e siccome l’innesco è fatto con due ami, quello penzolo è pronto a farvi male.

La velocità di traina può arrivare a due nodi e mezzo, rallentare e accelerare induce il pesce ad aggredire prima le esche. Se avrete la pazienza di allamarne una e ve la portate appresso a 10/15 metri dalla poppa, avrete ferrate continue sulle altre canne.
Con certezza matematica la lampuga allamata verrà seguita dagli altri esemplari pronti ad aggredire le esche. Non arriverete nemmeno a calare il pesce esca a 5/6 metri dalla barca che verrà aggredito.

Consiglio comunque di non superare le tre canne per evitare grovigli incredibili. Accanto alla lampuga allamata si possono lanciare sia altre esche artificiali o addirittura innescare pezzetti di sarde, gli attacchi saranno continui.

La particolare conformazione della bocca di questo pesce è a tubo, l’attacco alla Aguglia avverrà quasi sempre dalla coda e troverete quasi sempre l’amo pescante infisso in fondo al cavo orale.
Pescate con la frizione del mulinello aperta e la lenza trattenuta solo dal cicalino, quando avvertirete lo strike, lasciate scorrere tre o quattro metri di filo prima di chiudere la frizione e dare la ferrata.

Non fate stragi inutili, la bellezza di questo pesce merita la sua contemplazione nei pochi attimi di vita che gli rimangono una volta a bordo.
Le sue carni sono sode e saporite e questa volta vi propongo una ricetta.

Ricetta
Sfilettate la Lampuga, è molto facile levargli la pelle. Tagliate il filetto a mo di bastoncini di pesce, preparate un intingolo composto da un cucchiaio di olio d’oliva, uovo battuto e mentuccia triturata. Bagnate i bastoncini con l’intingolo, impanateli con pane grattugiato grossolano e friggeteli. Salarli quanto basta e procedere all’ingurgitamento.
 

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