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Pesca delle Occhiate all'Inglese
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Testo di  Michele Foglia
Fotografie di  Michele Foglia
Data Pubblicazione  25/04/2003
 • Caratteristiche del Pesce
 • Dove e Quando Praticarla
 • Attrezzatura
 • Terminali
 • Esche e Pasture
 • Azione di Pesca
 • Note e Suggerimenti
CARATTERISTICHE  DEL  PESCE

L'occhiata è uno sparide che si muove in branco e tende a stazionare in corrispondenza della superficie oppure a mezz'acqua; tuttavia a volte è possibile effettuare delle catture anche pescando a fondo.
Queste indicazioni ci indicano che è possibile pescare con tecniche diverse, ma in questo articolo tratterò esclusivamente la pesca all'inglese.
Una caratteristica di questo sparide consiste nello spostarsi seguendo la corrente marina, e questo ci aiuterà nella scelta della postazione da occupare sulla scogliera.


DOVE  E  QUANDO  PRATICARLA

Il periodo migliore per pescare le occhiate è con l'arrivo della bella stagione, quando questi sparidi tendono ad avvicinarsi in corrispondenza di:

  • Scogliere naturali

  • Insenature delle coste rocciose

  • Dighe frangiflutti

La pesca può essere condotta sia di giorno che di notte.
In condizioni di mare calmo, le ore diurne non sono proficue, al contrario di quelle concomitanti col buio che invece possono regalarci buone soddisfazioni.
In condizioni di mare in scaduta (ovvero quando il mare tende a calmarsi dopo una mareggiata), sono proficue anche le ore diurne, ed è sicuramente la condizione ideale che può regalarci la cattura degli esemplari più grossi.


ATTREZZATURA

Canna

L'attrezzo ideale è una canna all'inglese di lunghezza variabile tra 4.20 - 4.90 m, ma per chi non la possiede può andare bene anche una bolognese di 4 - 5 m sufficientemente robusta a seconda della piombatura del galleggiante all'inglese che utilizzeremo.
Nel caso di canna all'inglese, adopereremo una canna ad Azione Media, ovvero capace di lanciare una zavorre fino a 10 - 15 gr.

Mulinello

Il mulinello dovrà essere piuttosto contenuto nelle dimensioni per non rendere faticosa l'azione di pesca prolungata, ma caratterizzato da una buona frizione e un buon rapporto di recupero.

Galleggiante

Utilizzeremo un galleggiante all'inglese del tipo con bulbo (Bodied Waggler) e muniti di penna di pavone piuttosto lunga per meglio avvistare le mangiate del pesce.
Sceglieremo il galleggiante da adoperare, in base alla distanza dalla costa a cui vogliamo lanciare:

  • Per lanci fino a 20 metri potremo utilizzare un Bodied Waggler non piombato, che richieda una piombatura complessiva di 3 - 4 gr.

  • Per lanci fino a 30 - 40 m. utilizzeremo un Bodied Waggler piombato con oltre 4 gr. a seconda del caso.

L'utilizzo del galleggiante piombato è da preferire perché consente di ridurre, a parità di zavorra complessiva, quella distribuita sul terminale, consentendo pertanto di presentare l'esca in maniera più naturale.

Monofili

Per realizzare i terminali adopereremo monofili di diametro variabile tra 0.10 e 0.20 a seconda delle condizioni del mare, alle condizioni di luce e alla taglia degli esemplari presenti.
Inoltre sceglieremo monofili dicroici che meglio si adattano alle condizioni di luminosità dell'acqua, e con buoni carichi di rottura.
Nel caso di mare calmo e/o acqua particolarmente chiara utilizzeremo i diametri più sottili, ma dovremo pur sempre ricordare che l'occhiata recide facilmente il nylon con i suoi affilatissimi denti.
Nel caso in cui stiamo pescando con mare in scaduta (condizione ottimale), se la mareggiata ha intorbidato l'acqua, potremo utilizzare i diametri più grandi, prevedendo un probabile incontro con gli esemplari più grossi.

Ami

Come sempre gli ami dovremo sceglierli in base all'esca utilizzata e alla taglia degli esemplari presenti.
Considerando di impiegare come esca della pasta, del pane francese oppure della polpa di gambero, utilizzeremo degli ami Nichelati, a Punta storta, Filo sottile (per esaltare la naturale presentazione dell'esca) e con Gambo di media lunghezza.
Un tipico amo adoperabile in questo tipo di pesca è la serie 421N (1112N) della Gamakatsu, nelle misure tra 8 e 14.
Se invece come esca stiamo utilizzando il bigattino, allora la nostra scelta cadrà ad esempio sulla serie 6315N (1310N) della Gamakatsu, nelle misure comprese tra 8 e 16.


TERMINALI

Innanzi tutto come ho già mostrato nella sezione dedicata alla pesca all'inglese, ci sono essenzialmente 2 modi per realizzare il terminale:

  • Galleggiante fisso

  • Galleggiante scorrevole

Tra le due montature, la prima ha il vantaggio di permettere una entrata in acqua della lenza particolarmente morbida, e pertanto è sempre da preferire, tranne quando la profondità del fondale è superiore alla lunghezza della canna utilizzata.
Ipotizzando che il fondale sia inferiore ai 4 m possiamo adoperare montature con Galleggiante fisso, in cui realizzeremo la piombatura mediante pallini di piombo teneri per poterli spostare facilmente senza rovinare il monofilo.

La maggior parte della piombatura realizzata la disporremo come zavorra passiva (ovvero per fissare il galleggiante) lasciando sulla parte del terminale in pesca solo 1 pallino di piombo a metà tra l'ultimo pallino che blocca il galleggiante e l'amo.
La dimensione di questo pallino dovrà essere adeguata alla presenza o meno della corrente nella zona di pesca, e alla intensità della stessa.
Vediamo alcuni terminali tipici, in base a quanto detto precedentemente:

  1. Assenza di corrente o corrente debole.

  2. Corrente di intensità medio - bassa.

  3. Corrente intensa.

  4. Mare mosso: in questo caso dovremo semplicemente ridurre la piombatura complessiva agendo su quella passiva, ovvero starare il galleggiante.

  5. Pesca in superficie.

Come indicazione generale, si tenderà ad utilizzare un terminale più lungo possibile in modo da presentare l'esca nella maniera più naturale.


ESCHE E PASTURE

Le esche adoperabili sono: Pane francese, Pastella piuttosto collosa in modo da non volar via nella fase di lancio, Polpa di gambero, Calamaro a striscioline oppure il bigattino.
Per quanto riguarda la pastura, poiché la pesca sarà effettuata prevalentemente a mezz'acqua, dovremo indirizzarci verso ingredienti disgreganti (non leganti).
Una tipica pastura che potremo realizzare sarà così composta:

  • 2 Kg di pastura da superficie (tra quelle in vendita nei negozi di pesca)

  • 500 gr di pane raffermo grattugiato (meglio se preventivamente tostato)

  • 200 - 300 gr di formaggio

Nel caso stiamo utilizzando come esca la polpa di gambero, potremo sostituire 500 gr di sfarinato con una uguale quantità di farina di gamberi.

Nel preparare la pastura dovremo dargli la giusta consistenza, in modo tale che sia possibile lanciare delle palline di pastura grandi quanto noci alla distanza desiderata (eventualmente aiutandoci con una fionda) e che nell'impatto con l'acqua si apra svolgendo il suo effetto attirante in superficie e a mezz'acqua.
In assenza di corrente la nostra pasturazione avverrà in prossimità del galleggiante, mentre in presenza di corrente dovremo pasturare contro corrente.

Infine l'azione di pasturazione dovrà essere, come al solito continua e regolare, cominciando 15 minuti prima di iniziare a pescare, nel periodo dedicato alla preparazione della canna e del terminale.


AZIONE  DI  PESCA

Una volta giunti sul luogo di pesca, condizioni del mare permettendo, sceglieremo una postazione in un punto più sporgente della scogliera, in modo da sfruttare al massimo la caratteristica delle occhiate di spostarsi seguendo la corrente, che ovviamente è più accentuata in questi punti più sporgenti della costa rocciosa.
Se non ci sarà possibile occupare tali postazioni, sarà possibile comunque effettuare una buona pescata se provvederemo a realizzare una buona pasturazione particolarmente intensa.

Durante la preparazione della canna da utilizzare e del terminale, dovremo effettuare una pasturazione preventiva nella zona di pesca con palle di pasture piuttosto grandi.

Durante l'azione di pesca la pasturazione dovrà continuare, affiancando ad ogni lancio del galleggiante una pallina di pastura grande quanto una noce.
L'azione di pesca in se è molto semplice, ma dovremo essere molto attenti ad osservare re rapide tocche del pesce, e rapidi nel ferrare cercando di anticipare il pesce.

La rapidità è fondamentale con questo pesce perché, come dicevo in precedenza, esso si muove in branco, per cui l'esca viene attaccata da più parti e se non saremo abbastanza rapidi nel ferrare, ci ritroveremo l'amo ben ripulito.
L'azione di recupero del pesce dovrà essere piuttosto rapida (tranne nel caso di grossi esemplari) perché l'occhiata è provvista di denti affilatissimi che facilmente recidono il nylon.


NOTE

 



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